Il giovanissimo fotografo Federico Romani in finale al Milano Photo Awards 2026

Il giovane fotografo di Puianello Federico Romani è tra i finalisti del Milano Photo Awards 2026, nella categoria “Documentary & Social Vision” con il suo progetto dedicato al popolo sahrawi.

Si tratta di un riconoscimento importante per un giovane talento che ha scelto la fotografia come strumento per raccontare persone, luoghi e storie, con particolare attenzione alle tematiche sociali e umanitarie. Al centro del suo progetto ci sono il popolo sahrawi e la vita nei campi profughi di Tindouf, in Algeria, una realtà segnata da una storia complessa e da condizioni di vita particolarmente difficili.

Attraverso le sue immagini, Federico racconta volti, luoghi e momenti della quotidianità, cercando di restituire la dimensione umana di una comunità che da decenni vive una situazione di esilio e precarietà.

Le fotografie sono ancora visitabili, per tutto il mese di ottobre, all’Informagiovani dell’Unione Colline Matildiche “Il Posto Giusto”, ad Albinea in via Morandi 9. La mostra di Romani, realizzata in collaborazione con l’Informagiovani dell’Unione, era stata inaugurata il 23 maggio scorso.

«Essere tra i 10 finalisti del Milano Photo Awards, in una categoria come Documentary & Social Vision, per me è una bella conferma del percorso che sto facendo. – ha detto Federico – È un risultato che mi dà fiducia, ma soprattutto la voglia di continuare a lavorare e alzare l’asticella: se quest’anno è arrivata la finale, l’obiettivo per il prossimo è il podio».

L’Informagiovani da qualche anno dedica la propria galleria alle esposizioni di giovani talenti locali, offrendo loro uno spazio per valorizzare e condividere la propria passione artistica e sostenere la loro crescita. Un luogo in cui la creatività diventa voce e sguardo sul mondo, capace di raccontare sensibilità, esperienze e prospettive personali e di avvicinare la comunità a nuovi linguaggi e punti di vista.

IL CONTESTO SAHRAWI

Il popolo sahrawi è la popolazione originaria del Sahara Occidentale, territorio conteso al centro di un conflitto irrisolto tra il Marocco e il Fronte Polisario. Dopo il cessate il fuoco del 1991, le ostilità sono riprese nel 2020 e la situazione continua a essere monitorata dalla missione delle Nazioni Unite MINURSO, istituita nel 1991 nell’ambito del processo di pace per il Sahara Occidentale.

A seguito del conflitto, decine di migliaia di sahrawi hanno trovato rifugio in Algeria, nei cinque campi situati nei pressi di Tindouf. Secondo UNHCR, la vita nei campi è caratterizzata da isolamento, condizioni ambientali particolarmente difficili e limitate opportunità di sostentamento. La forte dipendenza dall’assistenza umanitaria e la scarsità di risorse rendono fragile la vita quotidiana della popolazione rifugiata.

Anche la situazione dei diritti umani rappresenta un elemento di preoccupazione. Organismi delle Nazioni Unite hanno raccolto segnalazioni e manifestato preoccupazione riguardo alle condizioni in cui operano attivisti e difensori dei diritti umani sahrawi, con particolare riferimento alle libertà di espressione, associazione e riunione pacifica.

È all’interno di questo contesto che si inserisce il lavoro fotografico di Federico Romani: un racconto per immagini che sceglie di avvicinarsi alle persone e alla loro quotidianità, cercando di restituire una realtà complessa attraverso uno sguardo attento, rispettoso e profondamente umano.

UN RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Il Milano Photo Awards è un concorso ed evento espositivo internazionale dedicato alla fotografia contemporanea, che ha riunito a Milano oltre 1.300 fotografi.

Essere arrivato tra i 10 finalisti nella categoria “Documentary & Social Vision” rappresenta quindi un importante riconoscimento per Federico e per il percorso artistico che sta costruendo.

Un risultato che premia non soltanto la qualità delle sue fotografie, ma anche la sensibilità con cui affronta tematiche umanitarie e sociali e la sua capacità di raccontare, attraverso l’immagine, persone, luoghi e storie nella loro interezza e dignità.

Come Informagiovani, a Federico vanno i nostri complimenti e i migliori auguri, con la speranza che questo sia soltanto l’inizio di un percorso capace di portarlo a esplorare ancora tante dimensioni, storie umane e prospettive, sempre con la curiosità e lo sguardo che lo contraddistinguono.

Un percorso che Federico affronta con entusiasmo e ambizione.